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lunedì 30 maggio 2011

Mastodon - News about New Album






Dopo la notizia data tramite la pagina facebook della band ad inizio Gennaio che avvertiva dell'imminente entrata in studio per la registrazione del nuovo disco, i Mastodon i questi mesi hanno lavorato e ad oggi abbiamo parecchio materiale rilasciato dalla band riguardo questo nuovo capitolo.

Innanzitutto partiamo con le foto in studio che la band sta piano piano rilasciando sia tramite il loro sito sia tramite la loro pagina facebook.
Molte le voci che danno questo nuovo disco un ritorno al passato, molto più vicino a "Leviathan" che a "Crack The Sky", e a tal proposito casca a pennello una dichiarazione di Brent Hinds :

Manca davvero poco, giusto un paio di assolo, una o due parti vocali ed un paio di parti di tastiera. E poi è finito" ha detto Brent; "I precedenti album 'Blood Mountain' e 'Crack the Skye' hanno richiesto troppo tempo. Per questo invece abbiamo impiegato solo un paio di settimane ed ha un feeling totalmente differente. E' un disco che fa saltare sul letto, spogliarsi, divertirsi. Non avevo queste sensazioni a proposito di un disco dei Mastodon sin da 'Leviathan'. Semplicemente è fottutamente fantastico."
"Abbiamo una canzone che parla di combattimento" ha poi concluso il frontman, "un'altra che parla del sollevamento di robe pesanti, un'altra ancora che parla di gente sotto l'effetto di metanfetamine che vanno da un albero all'altro cercando il miglior legno da vendere a Lowe per guadagnare denaro da usare per comprare la droga. L'album è abbastanza stupido. Cerchiamo di prendere in giro le cose.


Vi lascio anche un interessante intervista apparsa sul sito "The Silver Tongue"


Nuove anche dal sito Metallus.it rilascia alcune informazioni specifiche sulle registrazioni, i Mastodon sono al Doppler Studio insieme al direttore Mike Elizondo, mentre le tracce di batteria sono già state registrare presso lo storico Sound City Studio di Los Angeles, nel quale venne registrato, fra gli altri, Nevermind dei Nirvana.
Sono anche stati rilasciati due titoli che compariranno nel nuovo disco, "Blasteroids" e " All The Heavy Lifting".

Ormai siamo agli sgoccioli, non è ancora stata data una data ufficiale ma ormai non dovrebbe mancare molto!

Horns Up!!!

venerdì 11 febbraio 2011

Neurosis Interview, News about everythings!!


Il sito metalitalia.com pubblica una grandiosa intervista ai Neurosis, nella fattispecie con il chitarrista/cantante Steve Von Till, la riporto qui nella sua interezza!
"SOULS AT ZERO" STA PER ESSERE RIPUBBLICATO DALLA VOSTRA NEUROT. COSA RAPPRESENTA PER VOI QUESTO ALBUM E COME E' STATO CONCEPITO?
"Come ogni passo che abbiamo fatto musicalmente nella nostra carriera, anche 'Souls At Zero' ai tempi fu per noi un passo in avanti enorme e un imporantissimo banco di prova per le nostre capacità compositive e la nostra visione musicale. Fu il primo vero slancio in avanti che ci fece capire dove eravamo diretti musicalmente. Fu senz'altro l'elemento conturbante della nostra carriera che ci fece capire dove volevamo andare, il problema era che non sapevamo ancora come andarci. Prima di allora eravamo solo dei ragazzini incazzati con le nostre chitarre, non sapevamo che la nostra musica oltre a un catalizzatore per la nostra rabbia potesse essere anche una forma d'arte. Con 'Souls At Zero' lo abbiamo scoperto. Abbiamo scoperto che i synth, le tastiere e i campionamenti potevano portare il nostro sound ad un livello successvio, renderlo molto più epico e liberarci così da tante restrizioni che avevavamo avuto musicalmente fino a quel momento".

HAI MENZIONATO L'USO DELL'ELETTRONICA NELLA VOSTRA MUSICA. DA DOVE E' SCATURITO IL DESIDERIO DI INCORPORARE TALI STRUMENTI IN UN SOUND CHE COMUNQUE FINO AD ALLORA ERA PRIMITIVO, ARRABBIATO E RADICATO NEL PUNK?
"Come ti dicevo c'erano dei suoni che avevamo in testa che volevamo creare, ma non sapevamo ancora come. Sapevamo però che molte band non punk utlizzavano tastiere e synth con successo e ci siamo detti: cazzo, ci sono queste macchine che certe band usano e che permettono loro di poter creare qualunque sound vogliano. Fu allora che capimmo che con certa strumentazione le possibilità soniche dei Neurosis si sarebbero espanse a dismisura. A differenza delle band industrial ed electro del tempo, però, noi non volevamo creare suoni sintetici e artificiali, ma usare quella strumentazione per incorporare nella nostra musica i suoni del mondo, della nostra esistenza e di tutto ciò che ci circondava. Credo che in questo senso il primo vero impulso all'uso dell'elettronica sia nato in noi grazie agli Einsturzende Neubauten. Eravamo scoinvolti da come quella band era riuscita a catturare i suoni di tante cose del loro mondo circostante ed iniettarli direttamente nelle loro canzoni".

COME SPIEGHERESTI LA PARABOLA DEI NEUROSIS DA “PAIN OF MIND” AD OGGI, SIA SUL PIANO UMANO CHE SU QUELLO MUSICALE? COSA E' SUCCESSO AI NEUROSIS SIA COME UOMINI CHE MUSICISTI PER DARE VITA AD UNA EVOLUZIONE COSI' DRASTICA?
"E' strano che tu lo chieda, perché in effetti la nostra vita e questa musica ormai sono un unica indissolubile entità, e non si può più distinguere l'una dall'altra. Credo che questo percorso musicale sia null'altro che una istintiva e inevitabile operazione di purificazione e rinascita continua delle nostre anime. Questa musica salva le nostre vite e le nostre anime ogni giorno. Ne abbiamo passate tante, senza questa musica come valvola di sfogo saremmo distruttivi in altri modi. Quindi meglio così".


E' CHIARO INSOMMA CHE LA VOSTRA EVOLUZIONE SONORA E' UN QUALCOSA DI INCOMBENTE ED INEVITABILE DI CUI AVETE BISOGNO COSTANTEMENTE. A QUESTO PUNTO PENSI CHE I FAN DEI NEUROSIS, SOPRATTUTTO QUELLI NUOVI, RIUSCIRANNO MAI A SENTIRE DAL VIVO QUELLE VECCHIE CANZONI? E COME VEDETE QUEI PRIMI ALBUM ADESSO, DOPO TUTTI QUESTI ANNI?

"La maggior parte di ciò che è vecchio nel mondo dei Neurosis, è anche morto. Quelle canzoni sono morte, non torneranno mai più. Ogni tanto proviamo a riportarle in superficie in sala prove, giusto per vedere cosa quelle canzoni ci trasmettono nel presente, ma sono sempre tentativi inutili di cui ci stiamo stufando sempre più. Quelle canzoni non le sentiamo più e se c'è una cosa che non vogliamo fare mai è mentire a noi stessi. Quelle canzoni sono andate, basta".


AVETE MAI PENSATO DI REINTEPRETARE QUEI VECCHI PEZZI PER VEDERE SE IN QUALCHE MODO SONO RIALLACCIABILI AL VOSTRO SOUND DEL PRESENTE?

"Non ne vedo il motivo, sarebbe una perdita di tempo, e noi oggi abbiamo di meglio da fare che andare a rivangare il nostro passato".


ORMAI ANCHE I SASSI SANNO CHE STATE LAVORANDO AD UN NUOVO ALBUM. C'E' QUALCOSA CHE CI POSTRESTI ANTICIPARE SU QUESTO LAVORO?

"Non molto, visto che anche per noi è ancora un mistero. Siamo ancora alla fase in cui spargiamo dei semi, li lasciamo germogliare e poi se ciò che scaturisce è vivo e si muove cerchiamo di raccoglierlo. Ciò che è nato per ora è troppo sparpagliato per poterne fare un raccolto vero e proprio, ma siamo sicuramente arrivando a quella fase di scrittura in cui i frutti sono sempre più maturi e pronti da raccogliere. Il nostro processo di scrittura è un percorso arduo in cui ad un certo punto prendiamo tutto quello che è nato, lo distruggiamo e poi lo rimettiamo insieme. Insomma, vedremo, anche per noi per ora è un mistero che stiamo cercando di risolvere".


NONOSTANTE SIATE DELLE VERE LEGGENDE QUI NELLA BAY AREA, AD UN CERTO PUNTO AVETE DECISO DI TRASFERIRVI ALTROVE. COME MAI QUESTA SCELTA?

"Mah, Dave e Jason ancora sono qua. Dave vive a Berkeley mentre Jason sta poco fuori San Francisco, a Santa Rosa. Scott è andato a cercare un po' di pace per sé e la sua famiglia nell'Oregon, mentre io vivo e lavoro nell'Idaho. La Neurot inatti è stanziata lì, ma il mio lavoro principale è insegnare ai bambini delle elementari, un lavoro che amo. Non so che altro dirti, abbiamo tutti le nostre vite quotidiane e i nostri lavori. Per continuare a creare la nostra musica ci siamo resi conto che avevamo bisogno di sistemarci e mantenerci con altre attività, e così abbiamo fatto".


NEGLI UTLIMI ANNI AVETE FATTO UN OTTIMO LAVORO NEL RIENTRARE IN POSSESSO DEI VOSTRI PRIMI ALBUM E RIUSCIRE COSI' A RIPUBBLICARLI E RIDISTRIBUIRLI NEL MODO GIUSTO, MA LA PARTE PIU' SOSTANZIOSA E FAMOSA DEL VOSTRO CATALOGO FU PUBBLICATO DALLA RELAPSE. CHE INTENDETE FARE CON QUEGLI ALBUM E COME SONO I RAPPORTI CON LA RELAPSE?

"Con la Relapse e Matt Jacobson abbiamo un ottimo rapporto e ci parliamo regolarmente. Loro ci hanno sempre trattati bene e hanno sempre dato la giusta visibilità ai nostri album. Non credo che i Neurosis pubblicheranno altro materiale inedito tramite la Relapse ma discutiamo spesso la possibilità di ripubblicare vecchio materiale in vinile. E' un discorso sempre aperta con loro, vedremo. In generale comunque siamo sempre molto concentrati sul nostro lavoro, la nostra etichetta e la nostra indipendenza artistica".


PENSATE CHE UN GIORNO RIAVRETE IL CONTROLLO DELLE VOSTRE USCITE PUBBLICATE DALLA RELAPSE?

"Non lo so, amico, quegli album ormai sono i loro, non c'è molto che possiamo fare".


TORNANDO ALLA NEUROT, COSA HA IN PROGRAMMA L'ETICHETTA PER IL 2011? AVETE MESSO SOTTO CONTRATTO QUALCHE NUOVA BAND? CHE NOVITA' CI SONO IN ARRIVO?

"Abbiamo da poco messo sotto contratto gli Across Tundras. Fanno post-rock a modo loro e la loro proposta ci piace parecchio. Ci hanno appena consegnato il lavoro finito poco prima che partissimo per queste due date. Siamo molto eccitati per questa nuova aggiunta. Inoltre gli US Christmas hanno appena finto un nuovo album che consisterà di una sola lunga canzone. Un'altra uscita che attendiamo con molta impazienza. Sarà un lavoro grandioso".


QUALI ALTRE USCITE DEL 2010 TI SONO PIACIUTE? CI SONO ALTRE BAND CHE SECONDO TE HANNO LASCIATO IL SEGNO NELL'ANNO APPENA FINITO E CON CUI TI PIACEREBBE MAGARI COLLABORARE IN FUTURO?
"Non so che dirti, non vorrei tornare su discorsi già fatti, ma secondo me 'Run Thick In The Night' degli US Christmas è stata una uscita chiave fra le sonorità che apprezzo. Un grandissimo ritorno. Per il resto non lo so, ho l'orecchio sempre teso verso nuove entità musicali e stiamo sempre lavorando per pubblicare ottima musica, ma così su due piedi non mi viene in mente nulla".

CI SONO NOVITA' IN ARRIVO PER QUANTO RIGUARDA INVECE I VOSTRI PROGETTI SOLISTI E I NUMEROSI SIDE PROJECT AI QUALI LAVORATE COSTANTEMENTE?

"Per ora niente all'orizzonte perché siamo concentrati su questo nuovo album dei Neurosis. In fin dei conti non abbiamo mai avuto una tabella di marcia prestabilita per ciò che riguarda i Neurosis e ciò che riguarda invece side project o lavori solisti. Lavoriamo con istinto su tutto e quindi non è facile dire quando chi pubblicherà che cosa. Quando ce la sentiamo facciamo ciò che ci va di fare in quel momento, quindi è difficile fare qualunque tipo di previsione. Ti ripeto che per ora ci stiamo concentrando solo sui Neurosis e stasera infatti suoneremo due nuove canzoni dal vivo".


E' FIN DAI PRIMI ANNI DELLA VOSTRA CARRIERA CHE VENITE IN ITALIA A SUONARE. ANCHE SCOTT KELLY HA DI RECENTE SCELTO L'ITALIA COME UNA DELLE POCHE DESTINAZIONI PER IL SUO PICCOLO TOUR SOLISTA. SEMBRA CHE ABBIATE UN PUBBLICO AFFEZIONATO IN ITALIA...

"L'Italia è uno di quei posti in cui siamo sempre andati con piacere fin dagli inizi e un paese in cui torneremo sempre. Il pubblico li è veramente entusiasta, ci è sempre piaciuto moltissimo".


COME VEDI LA SCENA MUSICALE ITALIANA? CI SONO BAND ITALIANE CHE APPREZZATE?

"Assolutamente. L'Italia decenni fa aveva una delle scene progressive rock più invidiabili che ci fossero in circolazione. Ci sono vecchie band prog-rock italiane come i Goblin che apprezziamo tantissimo. Anche la scena hardcore era di tutto rispetto. 'Screams From The Gutter' dei Raw Power è uno di quegli album hardcore che mi ha cambiato la vita. Inoltre in riguardo a cose più attuali siamo fieri di dirvi che pubblicheremo il prossimo album degli Ufomammut, qualunque esso sia, non lo so, ma siamo già in trattative. Non so cosa vorranno fare, forse noi pubblicheremo il CD mentre loro si occuperanno del vinile, non lo so, staremo a vedere".


A TANTI MUSICISTI IN ITALIA SICURAMENTE PIACEREBBE SAPERE COME I NEUROSIS CREANO IL LORO SOUND UNICO E INIMITABILE. CHE STRUMENTAZIONE USATE?

"Mah, è una domanda che odio perché spiegare queste cose è una gran rottura di palle! Ci vorrebbero ore a spiegare tutto. L'unica cosa che posso dirti senza perderci ore è che io uso sempre la mia Stratocaster, che ormai della Stratocaster non ha più nulla perché è tutta fatta da pezzi e componenti Warmoth. Scott usa sempre la sua Studio e Dave la sua vecchia Ibanez. In realtà ciò che ha forgiato il nostro sound negli anni sono i pedali. Io ne aggiungo in continuazione ma sono diventati vermente troppi per poterli elencare!".


CHE DIFFERENZE CI SONO SECONDO TE TRA L'EUROPA E GLI USA? PENSI CHE LA BAND EUROPEE E QUELLE AMERICANE SI TROVANO AD AFFRONTARE PROBLEMI DIFFERENTI? I NEUROSIS IN QUALE DEI DUE MONDI SI SONO TROVATI MEGLIO?

"Difficile dirlo, anche perché noi ormai siamo abbastanza affermati e il nostro pubblico lo abbiamo. Inoltre ormai le cose stanno cambiando talmente velocemente da un giorno all'altro in entrambi i continenti che è difficile per noi, per come siamo messi oggi, fare un paragone sensato. In base alla nostra esperienza passata però, quando stavamo ancora lottando per farci conoscere, ti posso dire che gli Stati Uniti erano un posto spietato per le band underground e per chi non aveva tante possibilità. In Europa magari non vieni pagato più che negli Stati Uniti per esibirti dal vivo, ma almeno a fine serata qualcuno che ti offre un posto per dormire lo trovi. Qua negli Stati Uniti invece non ti aiuta mai nessuno e ti senti solo e disperso in un paese che alla fine è vastissimo, mentre cerchi disperatamente di promuovere la tua piccola band. Insomma, qua non è facile per niente. Poi alla fine, come ti dicevo prima, da nessuna parte è facile quando parti da zero ma l'ospitalità e il calore che si trova in Europa devo dire che ci hanno aiutato molto negli anni, ed è molto più tangibile rispetto a qua!".
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Plauso per la scelta dei Neurosis riguardo la pubblicazione tramite Neurot del prossimo disco degli italiani Ufomammut.

Non ci resta che attendere!

sabato 29 gennaio 2011

Earth - Dylan Carlson's Interview about New Album




Il sito Metal Assault propone un interessante intervista a Dylan Carlson mente e padre fondatore degli Earth, di seguito riporto la traduzione di tale intervista, che ovviamente ha come tema principale l'imminente uscita del nuovo album degli Earth "Angels of Darkness, Demons of Light I", prevista per iprimi di Febbraio 2011.
L'intervista è stata condotta telefonicamente da Aniruddh "Andrew" Bansal il 27 Gennaio 2011
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Andrew: Dylan, che stai facendo oggi amico?
Dylan: Tutto bene, bevo caffè e mi sveglio (ride)
Andrew: Ho ascoltato il vostro nuovo disco che ormai è finito e pronto per l'uscita, pensi sia un nuovo passo verso una nuova direzi
one artistica del gruppo? Io penso che lo sia!
Dylan: Certo! ho la speranza che ogni nuovo disco sia una evoluzione (ride) Voglio dire, è divertente perchè ad ogni album che facciamo sembra che le nostre influenza vadano verso il passato, ancora una volta abbiamo delle opposizione in termini di titoli e canzoni e cose del genere, ma sicuramente abbiamo una nuova line-up e poi ho sempre voluto giocare con molti strumenti a corda come il violoncello.

Andrew: Questo è "Angels of Dark
ness, Demons of Light part I", significa che state già scrivendo una parte 2?
Dylan: La parte 2 è gia scritta e finita, abbiamo registrato materiale per due dischi durante la nostra ultima sessione in studio. Non sono sicuro quando la seconda parte sarà pubblicata. Avevamo troppo materiale per un doppio vinile e quindi abbiamo deciso di spezzarlo in due dischi. Non so quando la seconda parte verrà pubblicata, ma sono certo
che prima o poi arriverà quel giorno.
Andrew: Il titolo del disco è molto interessante per me, con questa contraddizione fra parole come "Angels of Darkness, Demons of Light", come è nato?
Dylan: Bisogna effettivamente dar credito a Karl Blau per il titolo, quando eravamo in tour se ne è spuntato con questo titolo, e
non sono sicuro di come sia andata la discussione ma gli dissi che glielo avrei rubato (ride). Dal mio punto di vista, sono stato recentemente a degli incontri sull'anti-monoteismo, quindi può essere che il titolo abbia a che fare con questa cosa, mi affascina la trappola che nasce dall'adesione alla logica di Aristotele. L'aut-aut, su-giù, bene-male, bianco-nero, e tutto il resto, come possiamo lottare per una cosa e ottenere alla fine il risultato opposto.

Andrew: Hai parlato della nuova line-up, pensi che ci sarà un nuovo elemento femminile stabile, come ad esempio la nuova violoncellista?
Dylan: Si certamente! credo che sia un bene avere più musicisti donne in quello che fino ad oggi è stato un gioco di maschi dominanti per troppo tempo (ride) . Alcuni dei miei musicisti preferiti sono donne, i miei contanti preferito sono donne, sono sempre stato un fan di Joan Jett, Jenis Joplin, Sandy Denny e Jacqui McShee dei Pentagle. Inoltre le ragazze sono più adulte e sono più alla mano dei ragazzi in tour (ride).
Andrew: C'è una canzone, all'interno del disco, a cui sei più legato? per me è Old Black!
Dylan: Si mi piace quella canzone! E stato qualcosa di diverso rispetto al resto dell'album, perchè ce l'avevamo già da tempo. Adrienne e io ce l'avevamo nel 2009 e l'abbiamo suonata anche nell'ultimo tour europeo degl
i Earth, è stato un tentativo cosciente di scrivere una canzone con una struttura tradizionale A-B-A-B, in oltre è stata la prima volta che scrivevo coscientemente qualcosa in MI minore. E stata sicuramente la canzone più strutturata del disco, mentre l'ultima è praticamente nata spontaneamente in studio. Quelle in mezzo lo stesso, avevamo i riff e ci abbiamo lavorato sopra. Abbiamo fatto un tour di 2 settimane nella West Coast e ho avuto il modo e il tempo di lavorarci con un "live setting". Quindi la composizione del disco va dal super-composto alla completa improvvisazione.
Andrew: Perfetto, a me Old Black da quel sentore western, come se potesse essere la colonna sonora di un un film di Clint Eastwood o qualcosa del genere!
Dylan: Sarebbe bello se ciò accadesse (ride).
Andrew: Hai fatto riferimento al tour passato spiegando come hai avuto modo di suonare e giocare con quella canzone, state preparando un tour per la promozione di questo disco nuovo?
Dylan: Si, abbiamo già confermato una data a Maggio a Mexico City, e sarà interessante perchè non abbiamo mai suonato laggiù! e fra Aprile e Maggio abbiamo già confermato il nostro tour Europeo, e poi partiremo per progettare un tour in America fra Giugno e Settembre credo, insomma staremo un sacco in tour.

Andrew: Hai parlato di struttura dei pezzi, penso che la maggior parte dei vostri pezzi non abbia una tipica struttura, quanto è diverso il vostro songwriting rispetto a quello di una qualsiasi altra band?
Dylan: I pezzi nascono in divenire, piuttosto che essere scritti, voglio dire, ci saranno uno o due riff su cui ho lavorato, di solito Adrienne arriva e cominciamo a lavorare poi all'interno della band ognuno da il suo contributo e aggiungono le loro parti. Abbiamo cambiato parecchio il nostro modo di lavorare, sicuramente questo disco è molto più spontaneo.
Andrew: Effettivamente è quello che ho percepito ascoltandolo, sembra quasi che vi siate seduti li e abbiate iniziato a suonare insieme tenendo quello che suonava bene e non importa se durava 8 o 10 minuti o qualsiasi altra durata.
Dylan: Sicuramente, questo disco è stato registrato più dal vivo. Eravamo tutti insieme in studio a suonare, e abbiamo ridotto al minimo le sovraincisioni cosa che in "The Bees..." avevamo usato moltissimo. Non siamo stati li a tenere conto dei tempi, mi piace il fatto che sia molto meno "overdubby", anche in "Father Midnight" l'assolo è stato registrato così come è venuto dal vivo senza alcuna sovraincisione. Sono molto contento di come sia venuto fuori!

Andrew: Questi due dischi verranno fuori uno dopo l'altro per il piacere dei fan, pensi che questo sia in parte dovuto al fatto di voler coprire il buco del passato, diciamo fra il 1997 e il 2005?
Dylan: Lo spero!!, stavo sistemando la nostra discografia l'altro giorno, stiamo facendo il nuovo sito internet e stavo scrivendo le note e altre cose e ho notato che dal nostro ritorno nel 2002 ad oggi ci sono ben 16 comunicati, rispetto ai 5 fatti con la formazione iniziale. Quindi siamo stati sicuramente più produttivi rispetto al passato (ride) e questo è il motivo per cui abbiamo registrato molte più cose, sono passati circa tre anni da quando è uscito "The Bees..."
Andrew: Hai parlato dei titoli poco fa, non significano niente nel contesto della musica, considerando il fatto che non c'è il cantato?
Dylan: E più una sorta di sensazione, voglio dire, "Father Midnight" ad esempio è stato scritto sulla base di questo riff di questo musicista Francese, Fred Chichin che mi piace molto, e lui aveva questa immagine. "Father Midnight" sembrava un buon tema e poi c'è roba presa da questo personaggio del film Constantine che mi piace. Per "Old Black" ci scherzavamo intorno e alla fine Adrienne disse : "Perchè non suoni qualcosa alla Neill Young?" e questo è quello che veniva fuori dal primo riff e poi ha altre connotazioni. C'è più un vago sentore che fa nascere i titoli delle canzoni, più che un vero e proprio "questo è ciò di cui si parla".

Andrew: Pensi che la musica strumentale sia più potente di una musica con la voce? Io penso di si perchè questo fa risaltare di più gli strumenti ed emoziona di più le persone.
Dylan: Si mi piace moltissimo, perchè fa partecipare di più le persone nel "sentire" le canzoni piuttosto che dirgli che questa canzone parla del mio mal d'amore o di una macchina che corre veloce, sai di cosa sto parlando? Penso che dia possibilità alle persone di partecipare alla canzone piuttosto che dare un senso gerarchico ai significati. Per questo mi piace così tanto suonare dal vivo perchè posso condividere con le persone e tutti gli interessati il significato piuttosto che privilegiare un gruppo di persone piuttosto che un altro.
Andrew: Beh Dylan è stato un assoluto piacere parlare con te e ci vediamo quando verrete in tour da queste parti!
Dylan: Ok perfetto, fatti vedere e presentati ad uno dei nostri show.

Traduzione di PostNero
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A questo link l'intervista originale in Inglese :